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Home Forum Convivere con l’alzheimer VIVERE E NON SOLO SOPRAVVIVERE ASSISTENDO UN FAMILIARE

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  • #577 Rispondi
    Martina
    Ospite

    BUONASERA A TUTTI. SCUSATE SE NON HO PIU’ SCRITTO SUL FORUM MA IN FAMIGLIA ABBIAMO VISSUTO GIORNI MOLTO IMPEGNATIVI. PROPRIO IN VIRTU’ DI QUESTI GIORNI PASSATI VOLEVO CHIEDERE: COSA CI VUOLE PER VIVERE E NON SOLO SOPRAVVIVERE, SPECIALMENTE IN CIRCOSTANZE DIFFICILI, COME L’ASSISTENZA AD UN PROPRIO FAMILIARE AMMALATO DI ALZHEIMER?

    #578 Rispondi
    Giulia
    Ospite

    BUONASERA MARTINA E GRAZIE DI AVER SCRITTO NUOVAMENTE SUL FORUM. “AVERE CURA” DI UN AMMALATO DI ALZHEIMER STANCA, E’ UN COMPITO DIFFICILE E DESTABILIZZANTE CHE GENERA RABBIA, SENSI DI COLPA, INQUIETUDINE, STRESS….E’ NECESSARIO, QUINDI, “AVER CURA” DI CHI SI PRENDE CURA, IN QUESTO CASO CARA MARTINA DEVI PRENDERTI CURA DI TE STESSA. AMARE IN MODO TOTALIZZANTE IL TUO CARO AMMALATO NON VUOL DIRE PERDERTI E ANNULLARTI COME ESSERE UMANO. RICORDATI SEMPRE CHE SEI IMPORTANTE PER TE STESSA E PER IL TUO CARO, CONSIDERA I TUOI LIMITI, SODDISFA I TUOI BISOGNI E I TUOI INTERESSI, CONDIVIDI I PROBLEMI CON TUTTA LA FAMIGLIA, NON AVER PAURA O VERGOGNA DI AMMETTERE LE DIFFICOLTA’, PRENDITI UN PERIODO DI RIPOSO SE NECESSARIO, E CERCA SOLLIEVO MORALE PARLANDO CON QUALCUNO CHE SA ASCOLTARE.

    #579 Rispondi
    Dashina
    Ospite

    Ciao Martina. La prima cosa che dobbiamo mettere in pratica è la cura di sè stessi. So che sembra contradittorio, “devo curare me stesso per poter prendere cura di un altro?” Eh si! L’elemento principale della nostra vita è la nostra persona. Le nostre emozioni, i nostri pensieri, i nostri bisogni, ecc. Per “vivere” è necessario preoccuparsi di sé stessi, soddisfare i propri bisogni e quindi poter poi offrire il meglio di sé agli altri.
    Pensa a una power bank, se non la carichi a casa prima, non puoi portarla in giro per caricare altre cose.
    Anche noi dobbiamo caricarci. La nostra carica può essere nel trovare un supporto emotivo, dormire e mangiare bene, fare esercizio o qualcosa di semplice come leggere un libro o guardare un film.
    La priorità di un caregiver deve essere curare la propria salute mentale, emotiva, fisica e spirituale e quindi essere in grado di “vivere e non solo sopravvivere.”

    #580 Rispondi
    Fabio Santacroce
    Ospite

    Ciao Martina ti rispondo anch’io come i miei colleghi, perché mi stai a cuore, vivendo anch’io una situazione simile. Già è molto importante che hai scritto a noi.Per incentivare l’importanza di chiedere aiuto,che è una questione complessa ti indico come fare in cinque passi:
    1)Riconosci che il tuo ” lavoro” è composto da molte attività individuale,non tutte sono della stessa importanza.Alcuni compiti sono facili altri richiedono abilità e coraggio.La sfida è conoscere la differenza.
    2) Riconosci che chiedere aiuto è un segno di forza e non di debolezza.Significa che hai davvero una comprensione della tua situazione e hai escogitato un approccio attivo per la risoluzione dei problemi per rendere le cose più facili e migliori.
    3)Crea un elenco delle attività svolte in una settimana o almeno di quelle di cui ti sei preoccupata.Quando vedrai quanto è lungo l’elenco capirai perché sei così stanca e non hai tempo per te stessa.
    4) Annota le tue preoccupazioni riguardo alla cura. Vederle scritte aiuta a diffondere alcune delle loro emozioni.Ti consente di pensare in maniera più razionale alle tue preoccupazioni e di capire come ricevere aiuto per alcune delle attività e potrebbe ridurre lo stress.
    5)Condividi questo elenco con qualcuno di cui ti fidi prima di chiedere aiuto, esempio un terapeuta,un gruppo di auto-aiuto.Lidea è di sentirti a tuo agio con l’idea di parlare del tuo bisogno di assistenza e di ottenere incoraggiamento e buone idee nel processo.Quindi fai un respiro profondo e chiedi effettivamente a qualcuno di aiutarti, o chiedi consiglio per risolvere la tua preoccupazione più persistente.Non scoraggiarti se all’inizio vieni rifiutata.A volte ci vuole solo perseveranza.Ricorda solo che li sforzo è importante perché l’obiettivo è prendersi cura della persona amata e di stessa.
    Un caro saluto

    #588 Rispondi
    Maria Felicita Blasi
    Ospite

    Ciao, Martina, è risaputo quanto sia impegnativo e difficile prendersi cura di qualcuno affetto da Alzheimer, anche quando si tratta di un familiare. Alcune volte, si pensa che per svolgere appieno il proprio dovere sia opportuno isolarsi insieme al malato, rimanendo chiusi in casa; beh, in effetti, purtroppo, in questo periodo si corre maggiormente questo rischio, visto il rigoroso protocollo conseguente all’emergenza Covid. In tale condizione, però, si perdono i contatti con il mondo esterno e peggiora ulteriormente la situazione, sia per il malato, sia per chi se ne prende cura. Utilizzando le dovute precauzioni, nei limiti del possibile, sarebbe opportuno, invece, mantenere i contatti almeno con gli stretti familiari, che certamente, sempre avendo cura di proteggere e tutelare dal rischio il loro parente malato, potranno supportarvi nell’assistenza. Il malato non si sentirà, comunque, abbandonato da chi di solito si occupa di lui.
    Assumersi troppe responsabilità non aiuta affatto, anzi aumenta il livello di stress del caregiver. Sarebbe opportuno informare gli altri familiari, laddove ce ne fossero, della situazione emotiva di chi assiste il malato e chiedere loro aiuto. Un’altra indicazione potrebbe essere quella di condividere la situazione e le difficoltà con chi vive gli stessi problemi e, magari, avere anche suggerimenti di strategie, alle quali, a volte, non si pensa.
    Se, invece, la situazione dovesse diventare proprio critica, in una fase più avanzata, bisogna richiedere aiuti esterni, così come hai fatto tu scrivendo a noi. In ogni caso, non bisogna mai dimenticarsi di se stessi, anzi è necessario autocurarsi, prima di curare gli altri. In generale, trovare il tempo di andare dal parrucchiere, o magari dall’estetista, o concedersi un’ora da condividere con un’amica per prendere un caffè, andare al cinema, o semplicemente fare una passeggiata, potrebbe essere gratificante e rigenerante. Solo se staremo bene con noi stessi potremo essere utili e amorevoli anche con gli altri, specialmente quando “gli altri” sono persone a noi molto care!

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