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Home Forum Convivere con l’alzheimer UNA NUOVA VITA ALLA LUCE DELL’ALZHEIMER

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  • #589 Rispondi
    ALESSANDRA
    Ospite

    BUONASERA. MI CHIAMO ALESSANDRA. NEL RICERCARE QUANTO PIU’ POSSIBILE SULLA MALATTIA DI ALZHEIMER SONO RIUSCITA A TROVARE QUESTA PIATTAFORMA PER IL QUALE FACCIO I MIEI PIU’ SINCERI COMPLIMENTI. DAGLI ARTICOLI ALLE IMMAGINI, TUTTO MI RIPORTA AD UN SENSO DI LEGGEREZZA CHE MI HA CONVINTO A SCRIVERE PER AVERE QUALCHE UTILE CONSIGLIO. SCRIVO PER LA MIA NONNINA DI 75 ANNI ALLA QUALE CIRCA 3 ANNI FA’ E’ STATA DIAGNOSTICATA QUESTA MALATTIA. LA NONNA VIVE IN CASA CON ME E LA MIA FAMIGLIA DA QUANDO E’ DECEDUTO MIO NONNO. E’ SEMPRE STATA UNA DONNA MOLTO ATTIVA E DINAMICA, E NON SI E’ MAI SCORAGGIATA DIFRONTE ALLA DIFFICOLTA’ DELLA VITA. SI E’ PRESA AMOREVOLMENTE CURA DI NOI NIPOTI, VISTO CHE HO 2 GENITORI CON IMPEGNI LAVORATIVI GRAVOSI E CHE LI PORTANO VIA DA CASA ANCHE PER GIORNATE INTERE. I PRIMI PERIODI DALLA DIAGNOSI SONO STATI DEVASTANTI PER NOI TUTTI…CI SIAMO RITROVATI AD AFFRONTARE UN URAGANO DAL QUALE PENSAVAMO DI NON USCIRE VIVI. PIAN PIANO ABBIAMO CERCATO DI ORGANIZZARCI AL MEGLIO MA ANCORA OGGI, NONOSTANTE LA CONSAPEVOLEZZA CHE NONNA NON SARA’ PIU’ QUELLA CHE ERA E NONOSTANTE GLI ENORMI SFORZI PER CERCARE DI FARLA STARE BENE HO SEMPRE IL TIMORE CHE A LEI MANCHI SEMPRE QUALCOSA CHE MAGARI NON RIUSCIAMO A PERCEPIRE, SOPRATTUTTO NEI MOMENTI NEL QUALE’ NOTI CHE IL SUO SGUARDO E’ PERSO NEL VUOTO… COME FACCIO A RIPORTARLA ALL’ATTENZIONE QUANDO SUCCEDE QUESTO?

    #590 Rispondi
    Fabio Santacroce
    Ospite

    Cara grazie per averci scelto per condividere la tua nuova situazione difficile che ti si è presentata.Ti darò qualche dritta per rispondere alla domanda posta.Innanzitutto ti dico che l’amore che vi lega non viene mai meno,ma anche attraverso i momenti di vuoto vive e colma la difficoltà.
    Cosa fare dunque in quei momenti?
    Anche se non si riesce più a comunicare, continua a parlare con tua nonna cercando di coinvolgerla nelle attività quotidiane,semplifica i discorsi, usando frasi semplici,brevi, facilmente comprensibili.Concentrati su un solo concetto alla volta evita domande o frasi complesse.Anche il senso della realtà è stato compromesso dalla malattia, quindi accogli e leggittima senza giudizio l’emozione che esprime tua nonna,per ristabilire un rapporto empatico basato sulla fiducia.Non è poco, anche Jung affermava che un’emozione dolorosa espressa e riconosciuta a una persona di fiducia che sa ascoltare diminuisce. L’accoglienza delle emozioni riduce il senso di solitudine, la rabbia e consente un maggior benessere.Mantieni,un atteggiamento calmo e gentile,un declino cognitivo pone un’attenzione maggiore al linguaggio del corpo,agli stati d’animo,al tono della voce e dell’umore.Ricorri a gesti(ad esempio indicare e dimostrare)e a espressioni facciali che dimostrano comprensione.Toccare e tenere la mano possono essere utili a mantenere l’attenzione e comunicare sentimenti positivi di affetto.Spesso un sorriso comunica meglio delle parole.Non interrompere i discorsi,concedi tempo abbondante a tua nonna per rispondere e comprendere come può.Evita di correggere, criticare,affrettare discutere.Utilizza termini orientativi,per facilitare la comprensione.Cerca di comprendere il più possibile e se non sei sicura ripeti quanto detto da lei con parole tue,dandole la possibilità di confermare o negare.Evita distrazioni o rumori di sottofondo è meglio minimizzare la confusione e parlare da fermi.Non finire mai le frasi per lei,se ha bambini intorno ricordati che si stanca facilmente,ricorda ha difficoltà a parlare e ascoltare contemporaneamente,non sforzarti troppo nel cercare di fargli ricordare che qualcosa è avvenuta.Molo utile è la musicoterapia,visione di fotografie e specialmente farla sentire utile tramite occupazioni nelle sue attività preferite.Molte cose sono sicuro che già le utilizzi è confrontarti con noi che ti aiuta, poiché anche tu hai bisogno di non sentirti sola e condividere le tue emozioni con chi come noi ci è passato e si è anche formato per affrontare questo deserto,aprendo sempre una strada fatta di presenza affettuosa e premurosa.

    #592 Rispondi
    Chiara Cretella
    Ospite

    Alessandra, grazie mille per le belle parole spese sul nostro lavoro, sono il nettare che ci motiva ogni giorno a spenderci nelle nostre attività. Già i miei colleghi si sono spesi a descrivere come affrontare al meglio i momenti problematici di cui parli. Quello su cui mi vorrei soffermare io è invece l’importanza che tu a volte ti sofferma su una lettura di te. È importante che sia ben chiaro a chi si occupa del paziente con demenze di qualsiasi tipo e in qualsiasi stadio che, come hai detto tu stessa, a volte il timore che un caregiver possa avere di non essere all’altezza è sempre dietro l’angolo. In realtà già il solo preoccuparsi di non essere abbastanza è una chiara dimostrazione dell’impegno che dedicate alla nonna nel vostro caso. A volte per alleggerire ogni timore potrebbe bastare un confronto: la condivisione infatti non è mai da sottovalutare come a volte erroneamente accade, in quanto è una forza e non una debolezza, un’arma potente contro ogni nemico: consente di alleggerire il proprio bagaglio grazie allo scambio reciproco, in cui trovare una parola di conforto e la giusta spinta per andare avanti con tenacia. La riconoscenza e l’amore che provi per la tua nonna emergono già da queste poche righe che hai condiviso con noi ed è quello di cui lei ha bisogno da voi in questo momento. Siete voi, le persone che più le stanno vicino, a conoscerla meglio di chiunque altro, per cui la chiave di lettura dei suoi comportamenti è già dentro di voi. Giorno per giorno stando a contatto con lei imparerete a leggere con sempre maggiore chiarezza i suoi atteggiamenti e ad elaborare la migliore strategia per rispondervi proficuamente, non c’è dubbio.

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