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Home Forum Convivere con l’alzheimer DEPRESSIONE E ALZHEIMER

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  • #581 Rispondi
    ENRICO
    Ospite

    Buonasera a tutti. Ho molto riflettuto sulle vostre risposte e visto che ho trovato sollievo come se avessi parlato con un amico ho deciso di riscrivere. Certamente la mia vita non è cambiata in una settimana, ma sto iniziando ad organizzare i pensieri in modo da riuscire al meglio a convivere con questa brutta malattia che ha colpito duramente mio padre. Volevo chiedere qual’è il modo più adeguato di approcciare e gestire papà quando ha momenti di lucidità,nei quali si rende conto della sua situazione e si deprime.

    #582 Rispondi
    Fabio Santacroce
    Ospite

    Caro Enrico grazie per averci scelto per condividere la tua esperienza con noi,ti offriamo la nostra esperienza(io per esempio ci sono passato) e la nostra formazione e ti siamo vicino.Ti darò delle informazioni che potranno esserti utili,ma innanzitutto sento dirti di viverti comunque il rapporto padre figlio, all’insegna dell’amore che quotidianamente vi scambiate nonostante la malattia.Certo se tuo padre mostra tristezza, si può pensare che sia una reazione naturale e lo è. Tuo padre affronta molte perdite e può darsi si senta giù per la sua dipendenza da altri.E’ difficile capire la differenza tra depressione e alcuni sintomi della malattia.I malati di Alzheimer possono trovare difficoltà ad esprimere sentimenti complessi come la tristezza il senso di inutilità. Cerca quando comunichi con lui di mantenerti sereno e sorridente,cerca di capire cosa vuole dire,guardalo negli occhi anche se sbaglia, non avere fretta nel correggerlo,cerca di leggere i suoi gesti se è triste, arrabbiato,ha dolore.Lo sai può assumere atteggiamenti da bambino,ma non trattarlo come tale, l’ccessiva protezione va evitata, potrebbe accentuare il senso d’isolamento.Sii rassicurante con attenzioni, contatto fisico ,carezze, prendergli la mano.L’importante è renderlo utile quando si può,fargli sentire che nulla è cambiato,non emarginatelo,non fategli pesare la sua inabilità,anzi spronatelo a rendersi utile (esempio fategli apparecchiare la tavola)in modo che non perda autostima,coinvolgetelo nelle attività quotidiane.Se prima della malattia era impegnato in qualche attività per la quale nutre ancora interesse fategli continuare quell’attività.Non lasciatelo mai solo, Evitate discussioni in famiglia, perché i conflitti stressano voi e lui.Mantieni la memoria residua facendogli vedere fotografie recenti,ricordi,giochi di memoria.Comunica verbalmente e non in modo che senta la tua vicinanza.La musicoterapia ti assicuro per nostra esperienza è ottima e utite.
    Un caro saluto Enrico e specialmente ricordati di prenderti cura di te stesso non ha senso consumarti eroicamente nell’assistenza non lo vorrebbe neanche tuo padre che sono sicuro ti vuole tanto bene come tu ne vuoi a lui

    #583 Rispondi
    Dashina
    Ospite

    Ciao Enrico. Ci fa piacere sapere che questo forum ti sta aiutando in qualche maniera. Questi momenti di lucidità, che possono durare istanti od ore, possono essere dolorosi tanto per il caregiver come per la persona con demenza, ed è comprensibile. È importante continuare a trattare i nostri cari con lo stesso amore e rispetto di sempre. Può essere utile, se la persona è triste, chiederle che possiamo fare per farla sentire meglio. Possiamo anche approfittare a condividere qualche attività (semplice) che li aiuti a distrarsi e sentirsi bene, come ascoltare musica, leggere un libro, guardare delle fotografie, fare una passeggiata o semplicemente conversare e, soprattutto, farla sentire amata.

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